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Lo Stato asociale

Ricapitolando, un virus venefico si aggira per il mondo, e per fermarlo, visto che non c’è ancora una cura, ci viene fortemente raccomandato di adottare tutta una serie di comportamenti.

Poiché si rischia di non poter curare tutti negli ospedali è importante interrompere la catena del contagio, e per questo dobbiamo stare in casa, evitare spostamenti e viaggi e uscire solo per cose necessarie, come andare al lavoro – infatti non ho mai visto tante persone con tutta questa voglia di andare a lavorare.

Dobbiamo mantenere le distanze gli uni con gli altri ed evitare abbracci, strette di mano e contatti sociali in generale – insomma, è lo Stato che con la sua potestà autoritativa ti sta dicendo che non ti devi fare una vita.

Se proprio bisogna uscire, allora è meglio non prendere mezzi pubblici e andare con la propria auto, possibilmente uno in ogni veicolo – così quando finisce il Coronavirus non ci annoiamo e torniamo subito a parlare del surriscaldamento globale.

In Italia, poi, siamo socievoli di natura e fatichiamo a stare in casa, perciò il Presidente del Consiglio si è trovato a dover fare un decreto al giorno, con progressivi aumenti di limitazioni agli spostamenti e conseguenti modifiche alle autocertificazioni necessarie per muoversi – ormai me ne porto sempre una dietro anche quando mi sposto da una stanza ad un’altra, non si sa mai…

Ma a guardare meglio tutto ciò che ci sta succedendo da un altro punto di vista, si possono notare tante altre situazioni scatenate dall’emergenza sanitaria: la desertificazione della democrazia, il Parlamento esautorato, la sospensione di fatto dei diritti civili di cui agli artt. 13 e 16 della Costituzione. Insomma, ora Salvini starà pensando che per arrivare ai pieni poteri gli bastava semplicemente diffondere un virus nei mojito.

Comunque, nella tragicità della situazione, anche se è un esercizio difficile, bisogna pensare positivo: l’importante è che queste misure funzionino e che il virus venga sconfitto il più presto possibile, così potremo tornare alla normalità e a fare economia sui posti letto negli ospedali, arricchire gli influencer, far rifiorire le industrie delle armi e il lavoro nero.

 

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C’è ancora da sorridere…in radio!

Il 7 gennaio 2020, all’interno della rubrica radiofonica “Due minuti un libro”, in onda su 130 radio di tutta Italia (qui l’elenco), si parlerà del mio libro “C’è ancora da sorridere”.

Di seguito, alcuni assaggi delle battute presenti nel libro, un anno dopo la sua uscita:
Scoperta in Puglia una cellula terroristica che incitava ad azioni suicide.
Come tenere aperta l’ILVA.

Bari, ordinanza vieta gli sguardi di sfida.
Da oggi le sparatorie non saranno più quelle di una volta.

Con le buste arancioni l’INPS permetterà al cittadino di conoscere lo stato della sua pensione.
Molto gettonati Costa Rica e Albania.

Al corteo della Cgil c’erano Civati e Cuperlo, ma non Bersani.
Secondo quanto osservato dai fisici del CERN.

Salvini: “Sul Sud abbiamo sbagliato”.
È ancora vivo.

Dopo la Brexit in Europa gli Stati saranno più attenti a non far ripetere certe situazioni.
Tipo le votazioni democratiche

L’ISIS all’Italia: “Sgozzeremo i vostri politici”.
Puntano a diventare il primo partito.

Secondo una ricerca, anche i virus viaggiano sui mezzi pubblici.
E questo sembra il modo migliore per rallentarli.

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2019: LA COLLEZIONE

Il 2019 è ai titoli di coda…e noi su questi titoli ci ridiamo!
Come ogni anno, poi, anche in questa notte di San Silvestro si ripeteranno le tradizioni che ci accompagnano ormai da tempo: lenticchie, cotechino e Milleproroghe.
Eccovi dunque un racconto dell’anno che sta per finire attraverso una selezione di battute pubblicate su questo blog.

 

INVERNO

La Supercoppa Juventus-Milan si gioca in Arabia Saudita, Paese che discrimina le donne.
Ma mai quanto i titolisti del Giornale e di Libero.

Per le Europee il PD discute la possibilità di una lista senza simbolo.
Nella speranza di non essere riconosciuto.

Esponenti del PD salgono a turno sulla nave Sea Watch.
E ci credo che non la vogliono far attraccare.

Attentato sull’autobus: senza il prode gesto del piccolo Rami, ci sarebbero stati 50 bambini uccisi da un uomo di origine africana e probabilmente una guerra civile.
Quindi accontentiamoci di Salvini Premier.

Primarie PD, file ai seggi e grande ottimismo sull’affluenza.
Anche se la gente credeva di essere in coda per il Reddito di cittadinanza.

Salvini: “Guardare il Grande Fratello non è certo un reato”.
Piuttosto, è omessa denuncia.

 

PRIMAVERA

Gli astrofisici sono riusciti ad ottenere l’immagine di un buco nero.
Decisiva l’intuizione di puntare i telescopi sui conti pubblici italiani.

Per il segretario del Sindacato di Polizia del Lazio, il connubio tra Lega e Polizia di Stato è indissolubile.
Si vede che non trovano più le chiavi delle manette.

Durante un comizio per le Europee Salvini si affida a Gesù e alla Madonna.
San Giuseppe invece lo ha lasciato sul barcone.

Zingaretti (PD): “L’alternativa a questo Governo c’è”.
Poi ha aggiunto: “Perché guardate tutti me?”

Senaldi (Libero): “I Veneti sono di un ceppo diverso rispetto agli Italiani”.
Il virus però è lo stesso.

Attacco hacker contro i social del PD.
Hanno cliccato sulla mail “Hai perso!”.

I terrapiattisti hanno una loro squadra di calcio.
Però si rifiutano di giocare contro la squadra di Holly e Benji.

Milano: ragazza disabile rapinata da due amputati.
Un gran bello spot per le Pari Opportunità.

 

ESTATE

La comandante della nave ONG Carola Rackete era stata arrestata per resistenza a nave da guerra.
E questa estate io non intralcerei il pedalò di Salvini.

Toninelli: “Vado avanti sereno”.
Fermo, quella è una galleria ferroviaria!

Crisi di Governo, Zingaretti: “Ora o si sta col PD o si sta con la Lega”.
Ma Renzi è ancora indeciso.

Di Maio esprime solidarietà a Conte: “Sei una delle scelte di cui vado più fiero nella mia vita”.
E non ha dovuto neanche pensarci tanto.

Lega: “Siamo l’unico partito che non ha paura del confronto con i cittadini”.
Ma solo perché sono adeguatamente armati.

Salvini in Senato: “Affido il popolo italiano a Maria”.
Al Papeete gliene hanno parlato bene.

Salvini: “Abbiamo ragione di credere che ci sia stato un piano internazionale per far cadere il Governo”.
Evidentemente il piano consisteva nel far ubriacare Salvini.

Il popolo della Lega: “Noi stiamo con Salvini”.
E guai se trovano quel bastardo che ha fatto cadere il Governo.

Dopo Salvini il ruolo di Ministro dell’Interno sarà ricoperto da una donna ex Prefetto, al di fuori dei Partiti e senza profili social.
Tipo quando si inizia una dieta disintossicante dopo le feste.

Al terzo tentativo negli ultimi anni sta nascendo il governo Pd-5Stelle.
Speriamo sia quello buono, altrimenti ci tocca trovare il codice PUK.

Conte in Parlamento: “Patto politico con un linguaggio mite”.
Poi ha chiesto la non sfiducia.

 

AUTUNNO

Anche Laura Boldrini ha deciso di entrare nel PD.
Per dare un senso agli insulti che riceve.

Arriva l’App per far incontrare persone di sinistra.
Una scissione e via.

La Ministra dell’Innovazione Pisano: “Voglio i ragazzi negli uffici a spiegare il mondo digitale”.
Dopodiché possono anche tornarsene a fare i camerieri.

Il Milan esonera Giampaolo e ingaggia Stefano Pioli.
Hanno fatto bene a prendere un allenatore esperto in salvezze.

Salvini in piazza: “Al governo sono sporchi del sangue dei migranti”.
Non hanno ancora finito di togliere le macchie di quando c’era lui.

Marco Carta è stato assolto dalle accuse degli scorsi mesi.
Ha fatto musica per legittima difesa.

Trieste: Consigliere comunale leghista si offende perché la Segre ha detto che Gesù era ebreo.
Pensa quando scoprirà quella cosa dell’amare il prossimo.

Centomila le Sardine che sono scese in piazza per il raduno nazionale.
Un milione se ci mettiamo anche i pendolari.

Accordo MES, Di Maio: “Salvini in Parlamento ha aperto un mercato delle vacche”.
Le bufale non gli bastavano più.

Guccini: “Non sono mai stato comunista, ora voto PD”.
A scanso di equivoci.

 

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Il vero Sblocca Cantieri

Lo scorso giugno, con l’intento di semplificare e velocizzare la normativa degli appalti pubblici, è stato convertito in legge il cosiddetto “decreto sblocca cantieri”, secondo la moda degli ultimi anni di affibbiare nomi ad effetto alle leggi manco fossero le armi di Goldrake.

Il fatto che sia stato prontamente ribattezzato “sblocca tangenti” da personaggi tendenziosi e di sicura malafede (quando mai le tangenti si sono bloccate…) dà tuttavia l’impressione di un provvedimento che, con la scusa della semplificazione, potrebbe avere come effetti collaterali l’aumento di corruzione e infiltrazioni mafiose nei lavori pubblici (o forse l’unico effetto collaterale era la semplificazione).

“Stiamo costruendo un’autostrada all’illegalità”, ha commentato non a caso l’ormai ex Presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone, riferendosi probabilmente al primo dei cantieri sbloccati dal decreto.

Difatti, una cosa sarebbe riorganizzare la farraginosa burocrazia italiana, un’altra è considerare le regole e i controlli come un intralcio: ad esempio, le ultime norme alleggeriscono il subappalto, dove è potenzialmente più facile nascondere imprese colluse con la mafia, innalzano le soglie per gli affidamenti diretti, riprendono la figura dei Commissari straordinari per gli interventi ritenuti prioritari con poteri di deroga alla normativa vigente, e per queste cose la maggioranza in Parlamento si trova sempre.

Il vero sblocca cantieri, piuttosto che nella demolizione delle regole, sarebbe da ricercare nella costruzione di un apparato normativo più chiaro e coerente e nella crescita delle risorse umane che lo applicano in concreto.

Adesso però, a furia di simulare crisi di governo, una crisi gli è scappata sul serio, e nessuno, a parte Casaleggio e Paolo Fox, può sapere se al netto dei cambi di Governo si riuscirà prima o poi ad affrontare davvero queste ed altre questioni importanti per il Paese (possibilmente prima che inizi Sanremo!).

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Tra Treccine e Gilet

Da una parte, un movimento ambientalista globale partito da una giovanissima svedese che di venerdì scioperava davanti al Parlamento per chiedere a chi ci governa di dire la verità sul clima e di agire subito, perché non c’è quasi più tempo per fermare il cambiamento climatico; dall’altra, un insieme di persone che per lavoro devono muoversi su auto o camion e che hanno iniziato la loro protesta a partire dagli aumenti dei prezzi del carburante in Francia.

A prima vista si tratta del solito dualismo tra chi vorrebbe cambiare il mondo per salvarlo e chi reagisce al cambiamento guardando solo al proprio orticello e verrebbe da dar ragione ai primi contro i secondi, anche perché le manifestazioni dei secondi hanno subìto una evoluzione incontrollata e a tratti violenta (o perché hanno avuto l’appoggio di Di Maio).

È vero che, di fronte alle giovani generazioni che vedono il proprio futuro minacciato dall’inquinamento che influenza il clima, manifestare contro rincari del carburante stabiliti proprio per facilitare una transizione ecologica verso veicoli più rispettosi dell’ambiente sembra solo un bieco controsenso, tipo l’arresto per corruzione di chi un tempo gridava “onestà!”.

È vero anche, però, che i governi non possono scaricare il costo di una necessaria politica ambientale su chi per vivere ha bisogno di lavorare, e a lavorare ci deve andare per forza in auto per mancanza di alternative, e come auto può permettersi al massimo una tragica Citroen usata che inquina più di un treno a vapore.

Ma questo è esattamente ciò che avviene in un mondo il cui tutto gira intorno al Mercato: dal potere politico possono anche partire leggi che indirizzano, incentivano, scoraggiano, multano e tassano, ma il velo che copriva l’invisibile mano regolatrice dell’economia è ormai caduto ed ora è il Mercato, divenuto più forte della Politica, a imporre la propria legge, a prescindere dall’interesse pubblico.

Tra l’incudine e il martello, a subire entrambe le leggi, ci troviamo tutti noi, da qualunque parte stiamo, e così sarà finché non si realizzerà un modello produttivo che renda alla portata di tutti vivere senza impattare sull’ambiente, un modello di mobilità sostenibile che interconnetta le nostre città abbattendo l’uso delle fonti fossili o un modello di astronave che ci porti tutti su un altro pianeta.

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È TUTTO UN CARNEVALE!

Sembra che l’origine del Carnevale sia da ricercarsi in rituali come i Saturnalia dell’antica Roma, che erano celebrazioni in onore di Saturno, il Dio del tempo e del rinnovamento; durante queste feste, parallelamente alle cerimonie religiose, si realizzava lo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie, che lasciava il posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherno e anche alla dissolutezza.

Per esempio, gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi e veniva eletto un Princeps (una sorta di caricatura della classe nobile), a cui veniva assegnato ogni potere: insomma, un sovvertimento delle posizioni consapevole e accettato da tutti, oltre che assolutamente temporaneo (i Saturnalia avevano luogo dal 17 al 23 dicembre).

A questo punto, comincia a farsi largo nella mente un paragone inaspettato: cosa ha negli ultimi tempi ribaltato gli schemi consolidati, anche se nella percezione generale non sembra una cosa duratura, dando anche libero sfogo all’improvvisazione, ma non è l’ennesima squadra di Zeman?

4 marzo 2018: questa data ha certificato, con le elezioni politiche, una tendenza in atto confermata con l’attuale Governo; è come se fossimo immersi in una palla di vetro che viene girata per vedere la neve, mentre tutti sembrano sereni, che piaccia o no la neve che cade: se gli piace godono nel vederla, mentre se non gli piace sanno che prima o poi la palla completerà il giro, la neve si fermerà e tutto tornerà come prima.

È una farsa di successo, che viene replicata quasi ogni giorno: dopo il rovesciamento dei classici equilibri di potere, al governo ci sono andati coloro che fino a quel momento erano subalterni e, a causa della loro inesperienza, una volta arrivati al comando hanno spesso e volentieri scimmiottato i loro predecessori nei comportamenti.

Ma quel che più colpisce sono i potenti apparentemente spodestati: si mettono in disparte e se ne stanno lì, senza fare troppa opposizione all’azione dei nuovi Principi, come se fossero consci di vivere un periodo di temporaneo sconvolgimento, che avrà breve durata e del quale non resterà nemmeno il ricordo (“Presto torneremo a governare”, si ripetono tra loro per sopportare meglio il momento sfavorevole); in sostanza, danno l’impressione di chi sa di appartenere ad un establishment incrollabile, di essere dalla parte dei più forti e che presto guarderanno tutti nuovamente dall’alto in basso, un po’ come i tifosi della Juventus.

Parafrasando l’intramontabile Corrado Guzzanti, un’auto può andare a destra o a sinistra, ma appartiene comunque al suo padrone. In definitiva, stiamo vivendo un Carnevale permanente! E chi si può divertire si diverte…almeno fino al prossimo digiuno quaresimale.